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Cortina>Dobbiaco Run 2011 sola andata

15 Mesi . . .

4 giugno 2011 sabato, il cielo è grigio grigio, grigio come i pensieri che affollano la mia mente. Arrivo a Dobbiaco dopo 5 ore di macchina tra limp bizkit, prodigy, e un pochino di ska che fa sempre bene. Vado subito a ritirare il mio 1583, e poi albergo per cambiarmi e fare la corsetta che porta sempre bene la sera prima.

Cena leggera e giretto in paese e poi rientro in albergo per le mie abitudini pre gara,  centro il pettorale sulla maglietta, e poi lo sguardo corre al meteo via internet per decidere cosa indossare domani mattina.  Quindi a letto presto, ma non riesco a prender sonno, ancora troppi pensieri di ogni sorta, per la gara, il piede infortunato, e per tutto quello successo da inizio anno e fino a oggi . . . Alla fine riposo due tre ore, comunque sufficienti, e alle 5:40 in piedi a prepararsi, cerotti, vaselina e infradito siliconico. Completata la vestizione del “samurai” vado verso la colazione, e via di marmellate locali con un paio di fette biscottate e un secchio di caffè.

Esco dall’albergo e vado verso la stazione di Dobbiaco, dove spero d’essere se andrà tutto bene tra qualche ora . . .Per il trasferimento da Dobbiaco a Cortina  sfrutto l’organizzazione gara, veramente eccellente come logistica,  quaranta minuti e alle 7:45 siamo alla partenza un pochino in anticipo, ma va bene perché non c’è coda per i bagni e sono ancora vivibili.

Il cielo si fa sempre più grigio e inizia a piovere pesantemente, io da bravo mandarino quale sono mi ero fidato delle previsioni che davano nuvoloso con scarse probabilità di precipitazioni. Mannaggia cosa ti lascio in albergo, la mantellina di plasticone mentre con me ho solo l’antivento che tempo 2 minuti è già zuppo. . . ok panico . . .

Sono passati ormai 18 mesi dall’ultima gara, causa infortunio all’alluce piede sx, e l’idea di fare 30Km sotto l’acqua non mi entusiasma, quindi inizio a pensarle tutte compreso ritiro o peggio fare quella corta. Cerco riparo sotto il tendone ma c’è un disastro di gente, e trovo un angolo vicino all’ingresso dove cerco di stare tranquillo e riflettere sul da farsi . . . Mi ritrovo vicino ad un gruppo di signori ed una ragazza, sembrano tutti così sicuri di se, forse fanno anche troppo gli splendidi penso, mentre io invece non so nemmeno se la finirò. Uno addirittura vanta qualcosa come 65 e più maratone, e vuole arrivare a 100 !!! Tra l’altro sempre lo stesso personaggio vanta un best time in maratona di circa 2 ore e 50, che comunque anche se fatto tempo fa, fidatevi so che cosa vuol dire correre una maratona e con quel tempo sono sacrifici seri, io non ci riuscirò mai in quel tempo. Tra loro c’è Marta, sembra simpatica e gli chiedo se ha voglia di fare un pezzo di gara assieme, e nel caso “ne avesse” ci saremmo salutati sul percorso. Io gli spiego che non sono qui per fare il tempo, ma solo per vedere se tiene il piede. Ci avviniamo alla partenza e io mi sono tranquillizzato completamente, soprattutto perchè ho trovato qualcuno con cui correre, e poco prima dello start nell’intonare l’inno nazionale le lacrimucce fanno la loro comparsa, tutti che cantavano che emozione.

E via si parte, a smesso di piovere la temperatura è gradevole e ho qualcuno con cui ciacolare. I primi Km un poco incerti, Marta è un pochino agitata ma poi si tranquillizza e tira  fuori grinta da vendere iniziando ad ingranare. Io cerco di capire che succede al piede, tutto quieto Km dopo Km. Il fondo è bello e il paesaggio bellissimo, compreso un passaggio in una grotta e qualche scena tenera come una coppia di Sig&Sig.a che corrono tenendosi  per mano, proprio carini, anche se dentro in me si fa strada un poco di malinconia. Cerco di non pensarci anche perché so che il mio problema più grosso sarà l’arrivo, l’ennesimo in solitaria senza nessuno ad aspettarmi. I Km si susseguono e ogni tanto mi fermo a scattare qualche foto al paesaggio stupendo, i primi 15Km di salitina blanda sono andati e inizia la discesa che ci porterà  a Dobbiaco. Mi sembra intorno all’8° Km incontriamo lo splendido delle 65 maratone, che lamenta un dolore al polpaccio, e alla fine pare si sia ritirato, che sfortuna.

15, 18, 20, 22 e 25 i Km passano via bene, il mio umore è abbastanza alto e da rompiballe quale sono mentre corro ciacolo con  tutti quelli che incontro, compresa Marta che mi sopporta con pazienza. Il sole fa capolino per gli ultimi 5Km, e tutto va benissimo. Ma ecco che Marta al 27° sfoggia ancora grinta che non aveva ancora speso, e gli ultimi 2,5>3Km corriamo ad un ritmo molto più alto di quando siamo partiti, e in generale di tutta la gara. Ed ecco gli ultimi 700m, siamo arrivati e l’umore è abbastanza alto, una velata malinconia fa capolino nella testa ma svanisce subito. Obiettivo centrato, gara terminata e in condizioni ottime. Un grande grazie a Marta per la pazienza durante la gara, e senza che se ne rendesse conto, soprattutto per l’arrivo.

Riccardo B

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